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Agriturismo Il Querceto
LocalitÓ Barricelle
85050 Marsicovetere (PZ)
Basilicata - Italy
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Tel. e Fax +39 0975 69339

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Il Paesaggio storico
 
Fin dall’antichità più remota, la valle dell’Agri è stata un punto di collegamento tra la costa Jonica e il vicino Vallo di Diano. Imrapporti etnico-culturali fra le popolazioni di queste tre aree abitate fin dal Neolitico sono testimoniati dai reperti che sono conservati nel Museo Nazionale di Grumentum. La città fu fondata nel III secolo a.C., subito dopo il periodo delle guerre tra lucani, popoli italici e romani. (Il territorio dell’alta valle dell’Agri tra IV secolo a.C. ed età romana: modalità insediative e trasformazioni del paesaggio agrario)

 
L’antica Grumentum, all’incrocio tra la via Herculea che andava da Venosa ad Heraclea e la strada per Nerulum, sulla costa tirrenica determinano una posizione strategica per il controllo del territorio. Oggi le sue vestigia sopravvivono nel Parco Archeologico dove sono ben visibili il Foro, la Basilica, la Fontana Ninfeo, i Templi, un complesso termale, Domus con mosaici e il Teatro, che durante l’estate si anima in una suggestiva rassegna  I Teatri di Pietra. L’’anfiteatro, i cui resti si possono ammirare nel cuore della valle, in primavera prati infiniti di papaveri rivestono di rosso l’anello che scivola sul declivio della collina dinanzi alle vette dei monti Volturino, Montagna Grande di Viggiano, Alpi e Raparo.
 
 
Seguendo lo scorrere del fiume Agri, superata la Murgia di S. Oronzio dove la valle si stringe fra due speroni rocciosi che segnano il passaggio ad un altro scenario. E fra il paesaggio lunare di creste e di calanchi sorge Aliano.
Luogo amato da Carlo Levi e descritto in modo affascinante nel famoso libro Cristo si è fermato ad Eboli. E fra quelle argille deserte, nell’immobilità secolare del mondo contadino, Levi ha conosciuto un’ altro tempo.

     ... dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania.
Cristo non è mai arrivato qui, nè vi è arrivato il tempo, né l’anima individuale, né la speranza, né il legame tra cause e gli effetti, la ragione e la Storia....

Abbarbicato sul crinale di un monte fatto di sabbia e di argilla, sorge l’antico abitato di Tursi arso e solitario, immortalato nei versi di Albino Pierro, unisce l’antica Tursi ad un’altro centro che per tutto il Medioevo le contestò il primato, Anglona, oggi documentato solo dal superbo santuario del 1080 che si erge a breve distanza dalla sommità di un colle.
La storia di questi due insediamenti e delle rispettive cattedrali ha inizio in un tempo remoto.
 
Emozionante la visita a Craco, il paese fantasma abbandonato negli anni ’60, immortalato nel film Passion di Mel Gibson, e la città bianca di Pisticci, scenario di uno degli appuntamenti estivi del Lucania Film Festival. Ed infine Matera, la città eterna, testimonianza di stotie ed umanità. Nel 1993 l’UNESCO dichiara i Sassi di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Oggi candidata a Città della Cultura 2019
 
Matera - La CittÓ dei Sassi - Patrimonio Mondiale dellĺUmanitÓ
Matera è una città tra le più antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. Rappresenta una pagina straordinaria scritta dall’uomo attraverso gli oltre 10.000 anni di storia. Il nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono i Sassi. 
 
La villa Romana di Barricelle
http://www.fastionline.org/record_view.php?fst_cd=AIAC_2774
 

La storia antica della Basilicata è stata fortemente condizionata dalle caratteristiche del suo territorio e in particolare dalla presenza dell’acqua. Ancora più evidente appare la relazione tra aree sacre e sorgenti, cisterne, vasche, canalizzazioni, fontane testimoniano l’importanza dell’acqua nelle cerimonie connesse al culto.
 

I santuari più importanti assumono forme monumentali; Rossano di Vaglio, riferimento religioso per tutto l’ethnos lucano, si caratterizza per l’ampio sagrato intorno a cui si aprono ambienti porticati e colonnati.

Si tratta di Mefite, dea osca della terra e del cielo connessa con le sorgenti e con le virtù terapeutiche dell’acqua a cui è dedicato, in base alle testimonianze epigrafiche, l’eccezionale rinvenimento di numerose iscrizioni in alfabeto greco e lingua osca, permettono di definire la struttura del pantheon locale e le istituzioni politiche che controllavano il santuario.
 
 
         
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